BRUNO COTRONEI, I SUOI LIBRI, I SUOI SUCCESSI
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 L'ASPIRANTE SCRITTORE E L'EDITORIA, prefazione

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MessaggioTitolo: L'ASPIRANTE SCRITTORE E L'EDITORIA, prefazione   Ven Feb 09, 2018 9:04 pm

PREFAZIONE A "L'aspirante scrittore e L'editoria" PREFAZIONE DELL'AUTORE
Furia e tempesta, tuoni, lampi, saette, compaiono improv-
visamente a provarsi a rimuovere il manto di rispettabilità
che sembra ricoprire la nostra editoria. Tassan Din e
Rizzoli, Leonardo Mondadori e De Benedetti e Berlusconi,
P2 e logge massoniche, Feltrinelli e gli attentati, Rusconi e
Mondadori e la Fininvest, banche e televisioni private e
pubbliche, Agnelli e il gruppo Fabbri, Einaudi e il fallimen-
to, Valerio Riva e Bevilacqua, Furio Cicogna ed il Campiello,
i Bellonci e lo Strega, Repaci e Galeazzo Ciano e il Viareggio,
Bacchelli e Adolfo Franci ed il Bagutta, Ciarrapico ed
Andreotti ed il Fiuggi, e poi Sgarbi e De Crescenze, Costanzo
e liti televisive, Accornero e Pezzana e il Salone del Libro,
autori affermati e il clan, direttori editoriali e
trasmigrazioni, Compendi di autori ed editori a pagamento,
aspiranti scrittori e montagne di dattiloscritti e sadismo e
masochismo e vanagloria e disperazione!
Ce n 'è per tutti i gusti e tutte le salse. Tutto ciò, per il grosso
pubblico, venne alla luce a partire da un'intervista a Valerio
Riva (allora neodirettore editoriale della Rizzoli) nel genna-
io del 1983. Seguirono repliche, polemiche, dichiarazioni e
controdichiarazioni e i miei due saggi, e quelli di altri, e
articoli e paginoni di giornali e un mucchio di paginette nei
rotocalchi.
Quando nel 1984 terminai la stesura de "I segreti del-
l'editoria", qualche buon amico mi disse: "Ma chi tè lo fa
fare, perché vuoi metterti contro la "grande" e media edito-
ria^ nella quale sei entrato, senza far parte di alcuna lobby
editoriale e della bagarre letteraria, come scrittore, e scrit-
tore di romanzi, anche se recentemente, per tua libera
scelta, hai accantonato l'offerta dell'editore ligure-piemon-
tese? Vuoi essere messo fuori, boicottato per sempre?».
Risposi che, nonostante la disavventura con quell'editore,
avevo fiducia nell'intelligenza e nell'onestà di fondo del
mondo editoriale italiano "grande", medio e piccolo che
fosse. E che il mio libro aveva degli intenti buoni, utili sia
agli autori che agli editori, ed era ovvio che doveva, per
conseguire i suoi obiettivi, denunciare disfunzioni. Anche
se ero il primo a farlo con un libro, altri, come i giornalisti
di Tuttolibri, mi avevano preceduto autorizzandomi a met-
tere nero su bianco senza timori, che, d'altra parte, non
avrei avuto nemmeno senza un così autorevole avallo po-
tendo portare, a sostegno di quanto avevo scritto, fatti reali
e non vuote elucubrazioni.
Sì, forse sarebbe potuto capitare anche a me come a
Bevilacqua (che lo dichiarava in una lettera a Tuttolibri) di
dover affrontare un tentativo di blackout, di non andare a
genio agli editori, particolarmente ai "grandi" ed ai medi,
di essere messo in quarantena. Ma non me ne preoccupavo
affatto, perché chi è veramente grande, e non solo per
dimensioni, avrebbe saputo privilegiare l'intelligenza su
oscure, deprimenti, sciocche morbosità da parte di coloro
che sarebbe stato bene lasciassero il campo ai tanti che,
dentro e fuori le case editrici, operano con amore in favore
di quel prodotto affascinante che è il libro, che non sa che
farsene di chi vuole trasformare il glorioso mondo editoriale
in una specie di lottizzato ente del parastato o di un
monopolistico potere del capitale.
Ma non avevo tenuto conto del servilismo e della ripicca,
mali antichi ed invincibili del nostro felice Paese! L'editore
ligure-piemontese al posto del mio romanzo ne pubblicava
un altro (al quale, in precedenza, aveva preferito il mio) e
lo conduceva a vincere il Campiello ed a sfiorare il
Supercampiello, mentre il mio saggio (che conteneva il
racconto di quanto mi era capitato in precedenza con
quello strano direttore editoriale) usciva con un piccolo
editore, e la distribuzione, per quanto ben concordata, non
lo faceva giungere affatto alle librerie o in poche copie
assolutamente insufficienti per le grandi richieste. Ma il 'saggio non è un romanzo e gli interessati scrivevano e
telefonavano all'editore ed a me, ed i più tenaci di loro
(fortunatamente tanti) il libro l'hanno acquistato e letto, e
finalmente, dopo mesi, il suo successo si riverberava anche
sui mass media (con diecine di recensioni) e nelle librerie
dove però, a mio avviso, il numero delle copie vendute
avrebbe potuto, come minimo, quadruplicarsi.
E questo è vero perché ancor oggi ( a dieci anni di
distanza) i miei due saggi sull'argomento vengono richiesti
quasi tutti i giorni, e pressantemente. Ma sono esauriti ed,
in qualche capitolo, superati.
Ecco il motivo di questo mio ultimo lavoro, che, pur
utilizzando parte del materiale degli altri due, scava ancor
più a fondo, aggiorna ed amplifica l'argomento ed è, quin-
di, qualcosa di diverso, autonomo ed originale. Sono certo
che si rivelerà utile agli editori e agli aspiranti scrittori, che
mi auguro lo apprezzino anche per la sua sincerità ed il suo
coraggio.
Bruno Cotronei
febbraio 1995
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