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 Ecco un 'intervista a Bruno Cotronei

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MessaggioTitolo: Ecco un 'intervista a Bruno Cotronei    Lun Dic 14, 2015 7:10 pm

Domande per lo scrittore Bruno Cotronei
Andrea: Dall’amore per l’Arte e la pittura a quello per la scrittura. Come ci si è arrivati?

Fin da bambino ho letto molto ed ho tentato di scrivere romanzi di avventura cercando di inserire informazioni su luoghi esotici e cose, ma ovviamente i risultati erano alquanto infantili.
Poi gli studi liceali e  quelli di ingegneria e lo sport non mi hanno lasciato più tempo.
Ho ripreso a scrivere molto più tardi e tutto cominciò dopo un breve periodo pittorico nel quale “inventai” la “Duplicità Analitica” con l’uso della Geometria analitica Cartesiana e della Psicologia analitica freudiana. Mandai le foto dei miei primi dipinti al grande critico d’arte Marcello Venturoli che elogiò l’idea, ma ne criticò l’esecuzione pittorica. Ne nacque una discussione nella quale Venturoli mi sommerse con la sua grande cultura pittorica. Volli contrastarla e mi impegnai a leggere migliaia di pagine di storia dell’arte. Mentre prendevo appunti, mi resi conto che essi avrebbero potuto essere utilissimi a chi, con poco sforzo, voleva raggiungere una certa competenza pittorica. Ne ricavai il mio primo libro “L’arte moderna in sintesi schematica” pubblicato da un editore romano. Il libro ebbe un notevole successo con critiche molto positive e principalmente con una lettera di elogio del mitico prof. Bellonzi, segretario generale della Quadriennale di Roma.
Rispolverai allora la mia vecchia passione per la narrativa ed incomincia a scrivere romanzi il primo dei quali fu pubblicato da “Sugarco” nella prestigiosa collana “I giorni”.      



Andrea: Lei riesce a spaziare tra vari generi e tra narrativa e saggistica… Uno scrittore deve saper raggiungere il pubblico più diverso ed essere assai duttile?

Per me è facile spaziare fra saggistica e narrativa, ma desidero sottolineare che narrativa è ben più difficile della saggistica per la quale basta essere un bravo ricercatore e saper scrivere decentemente. Per la narrativa di qualità ci vuole ben altro: talento, fantasia e scrivere in modo “musicale” dove contenuti e forma si equivalgano in modo mirabile.
Ciò non significa che ogni scrittore debba essere duttile, basta che sappia fare e bene il genere che ha scelto.


Andrea: In Italia, trova sia stato fatto qualche passo in avanti per valorizzare dei nuovi scrittori?

Solo la grande e media editoria sono davvero in grado di valorizzare i nuovi scrittori, ma ciò avviene, oggi come in passato, assai di rado.  A tal proposito, vari anni fa, pubblicai ben tre lunghi saggi e varia articoli su quotidiani. “I segreti dell’editoria”; Il DOPO segreti dell’editoria” e “L’aspirante scrittore e l’editoria”. Il primo fu un vero e proprio caso editoriale e il grande direttore Valerio Riva (Feltrinelli e Rizzoli, a lui si deve la pubblicazione del “Dottor Zivago” e del “Gattopardo”) che si precipitò al mio studio, cenammo insieme e  dialogammo sull’argomento  per un’intera notte    



Andrea: La crisi economica di questi anni, come ha finito per impattare nel mondo della scrittura e dell’editoria?
I[i
]ndubbiamente la crisi si è riverberata anche sull’editoria ed anche per i best seller non si vericano più le tirature tipo “Il nome della rosa”
[/i]

Andrea: Quanto è importante fare il proprio mestiere con passione, nonostante le mille difficoltà?

La vera  grande passione, direi la “dedizione” è fondamentale per qualsiasi mestiere si intraprenda.


Andrea: Quali sono le difficoltà cui si può andare incontro quando si sta lavorando ad un nuovo libro?

Per la saggistica non ci sono grandi difficoltà, basta dotarsi di un buon computer e di libri e documenti non tanto difficili da trovare. Altro discorso è per la vera narrativa dove, a parte una ricca documentazione su cosa si scrive, bisogna isolarsi completamente perché lo scrittore deve vivere immerso e immedesimarsi in ciò che scrive e basta una visita imprevista, una telefonata, un suono di citofono per farlo uscire dalla “magia” che sta vivendo.


Andrea: I ragazzi di oggi, fanno fatica a trovare degli spazi per pubblicare ciò che gli detta la fantasia e la creatività?

No, tuttaltro, con la diffusissima editoria a pagamento e con il selfpubblicazione, è facilissimo pubblicare anche a chi non è un vero scrittore, né mai lo sarà.
Come in tutti i campi la selezione è fondamentale anche se a volte è ingiusta. Oggi tutti possono autodefinirsi scrittore creando così un vero e proprio caos per i lettori che spesso finiscono per disamorarsi alla gioia della lettura, vera e principale fonte di cultura.



Andrea: La tecnologia sta cambiando il modo d’intendere l’editoria e la scrittura?

Leggi sopra. L’editoria digitale che permette di pubblicare anche una sola copia di un libro,
sta completamente rivoluzionando il mondo del libro. Mentre gli e book potrebbero essere molti utili per la diffusione della lettura, sempre che, naturalmente, si tratti di testi selezionati da veri esperti.  



Andrea: Cosa consigliare a chi desiderasse intraprendere la strada della scrittura?

Praticarla con passione, ma prima di pensare alla pubblicazione, sottoporla ad amici sinceri, buoni lettori anche di testi storicizzati. E se il giudizio risultasse più volte positivo, inviare il dattiloscritto ai grandi e medi editori ed attendere con pazienza.



Andrea: L’editoria può guardare al futuro con speranza?

Penso proprio di sì. I libri (anche nella forma di e book) costituiranno sempre la colonna portante di cultura e di emozioni dei quali nessuno di noi può farne a meno.
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