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 TESI DI LAUREA IN ING. (Parte I)

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Bruno
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MessaggioTitolo: TESI DI LAUREA IN ING. (Parte I)   Ven Nov 25, 2011 7:53 pm

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Ultima modifica di Segretario il Lun Feb 01, 2010 12:36 pm, modificato 1 volta
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Oggetto: Re: Tesi di laurea in Ingegneria civile-edile (anni Sessanta) Lun Feb 01, 2010 12:05 pm








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Oggetto: Re: Tesi di laurea in Ingegneria civile-edile (anni Sessanta) Lun Feb 01, 2010 12:12 pm


I, ESPOSIZIONE ANALITICA

1.1 Edilizia

Per definizione tutto ciò che riguarda l'arte di

fabbricare e di mantenere in efficienza edifici di quaj_

siasi tipo ricade sotto la generica dizione di edili-

zia. Oggi però, per la specializzazione a volte esaspe-

rata che esiste in tutte le attività umane, anche l'ed^

lizia si suddivide in branche particolari che assumono

una specifica denominazione dipendente dalle caratteri-

stiche costruttive, dalle finalità e dall'uso dell'edi-

ficio a cui ci si riferisce.

In questo lavoro ci occuperemo in particolare del-

l'edilizia abitativa. Essa si inserisce nel più vasto

campo dell'edilizia urbana che studia, oltre alle cara_t

teristiche delle singole costruzioni prese isolatamen-

te, il fattore tecnico della risoluzione dei problemi

che nascono dalla vicinanza di costruzioni e di servizi

relativi, e il problema volumetrico, architettonico e

l'aspetto sociale, ancor più importante, che tende a rj^

solvere i problemi della convivenza in un nucleo omoge-

neo di un grande numero di persone e di attività. La

complessità di questi temi, l'estensione delle ricer-

che, gli studi teorici e la casistica pratica sono quiii

di raggruppati in una vera e propria scienza a sé stan-

te che viene chiamata "urbanistica".

La moderna industria edile si attua attraverso



- 2 -

"l'impresa edile" che si occupa genericamente delia co-

struzione o si specializza in un determinato settore.

Ovviamente l'impresa edile, come qualsiasi altra

impresa, tende ad organizzarsi con metodi moderni alla

ricerca dei tempi di lavorazione, alla riduzione degli

sprechi, allo sfruttamento totale delle macchine edili,

alia sequenza preordinata dei lavori collegata con i1

rifornimento dei materiali e con la presenza in cantie-

re della manodopera. Normalmente un'impresa non ha un

cantiere solo e quindi nasce la necessità di valutare

attentamente la rotazione più economica dei mezzi e del

la manodopera nei diversi cantieri.

I.2 Casa

Comunque sia, l'attività prevalente di una normale

impresa edile è rivolta all'edificazione della "casa",

che indica genericamente una costruzione stabile eleva-

ta dall'uomo, tutta o per buona parte destinata aTTab_i_

fazione permanente. '

La casa è stata di versissima, per composizione e

distribuzione interna dei locali, dei materiali usati,

a seconda delle epoche e dei popoli. Nell'accezione più

generica, la casa oggi individua quel fabbricato di ti-

po urbano a più piani dove hanno dimora parecchie fami-

glie che acquistano o prendono in fitto i singoli appaj^

lamenti .

Tempo addietro nei fabbricati vi era una separazio



- 3 -

ne fra le classi sociali che si otteneva in senso vertj^

cale: nei primi piani dei palazzi erano sistemati gli aj_

ìoggi signorili a cui si accedeva attraverso scaloni d'

onore; mentre negli ultimi, i 1 cui accesso avveniva at-

traverso scale di servizio, vi erano le abitazioni per

i meno abbienti o per la servitù.

Con l'organizzazione sociale moderna, la tendenza

alla funzionalità e a concetti di zonizzazione, la sud-

divisione avviene in senso orizzontale. Ogni fabbricato

quindi è destinato a un solo ceto sociale ed ha carat-

teri diversi a seconda delle categorie di persone per

cui è stato costruito. Quindi possimao suddividere le

case in: popolari ed economiche; di civile abitazione;

signorili e di lusso.

Quaìsiasi fabbricato però, a qualsiasi tipo appar-

tenga, deve soddisfare criteri di carattere generale

che possiamo riassumere nel seguente modo:

Struttura. In passato era composta da muri portanti,

perimetrali e trasversali, in mattoni o in pietrame che

formavano intelaiatura completa con orizzontamenti a

volta in mattoni, o a solaio in legno o in ferro e vol-

tine di laterizi. Oggi invece è orientata, per la quasi

totalità, verso un'ossatura in cemento armato formata

da pilastri perimetrali ed interni, solai misti in latti

rizio e cemento armato che permette una costruzione più

leggera e più libera che da la possibilità di struttu-

rare in modo diverso gli appartamenti dei vari piani, e

al tempo stesso più rigidamente collegata e in definita

va più economica. La struttura in cemento armato è rapj_



- 4 -

damente eseguibile permettendo, in un fabbricato di noj^

mali dimensioni e con un'impresa e un cantiere ben or-

ganizzati, di "gettare" un piano ogni 7/10 giorni e

quindi di ultimare il fabbricato (nella parte struttura

le) in poco tempo, tale da proteggerlo dalla pioggia àu

rante il lavoro di rifinitura. I muri perimetrali quin-

di non sono più portanti, ma diventano semplici pareti

di chiusura realizzate "a cassa vuota", ovverosia con

doppia parete di mattoni o di blocchi speciali e inter-

ponendo fra di essi camera d'aria per ottenere un mi-

gliore isolamento termico. I muri interni (anch'essi

non portanti) sono stati sostituiti da tramezze in mat-

toni forati o in blocchi, e la resistenza uniforme del

solaio consente "la massima libertà nella suddivisione

dei locali. Nei fabbricati più alti (oltre i 14 piani)

è più conveniente eseguire l'ossatura portante totalmen^

tè in ferro (pilastri in profilati accoppiati e solai

su travi speciali) che deve essere rivestita con getti

di calcestruzzo, per quanto riguarda i pilastri, o con

tavelle in cotto per i solai, onde evitare la ruggine

che può formarsi sul ferro. Questo tipo di struttura è

preparata in officine specializzate, mentre in cantiere

viene soltanto posta in opera. Saldature elettriche

provvederanno all'unione fra le varie parti.

Economicità. I fabbricati in comproprietà formano l'en-

tità di gran lunga più importante nell'insieme della

città. Per essi la costruzione e la gestione hanno as-

sunto un carattere quasi industriale, e quindi diretto

è il rapporto fra la spesa e il reddito,con la conse^



- 5 -

guenza fondamentale di dover ridurre i costi al minimo,

usando tutti i vantaggi offerti dalla moderna industria

che possiamo riassumere in: lavorazione in grande serie,

prefabbricazione di elementi modulari, scelta scrupolo-

sa dei materiali più adatti e massimo sfruttamento del-

le qualità tecnologiche.

Igiene. In ogni costruzione moderna, a qualsiasi tipo

appartenga, bisogna sempre risolvere problemi determina

ti da fattori i glenico-social i. Quindi le caratteristi-

che sono rivolte anche a tutelare la salute di chi abi-

ta, attraverso accorgimenti che riguardano la superfi-

cie e cubatura degli ambienti, possibilità di ricevere

sole, presenza di impianti igienici distinti per ogni

alloggio, approvvigionamento diretto dell'acqua potabi-

le e smaltimento immediato delle acque usate.

I.3 Fabbricati popolari ed economici

I grandi accentramenti urbani, dovuti alla presen-

za contemporanea di considerevoli quantità di industrie '

e aziende di servizi in zone poco estese, ha portato a^

l'ordine del giorno il problema di fornire alle catego-

rie meno abbienti un'abitazione sana, economica e so-

cialmente adatta alla condizione e alla composizione .!

della famiglia che la occupa. Sono quindi nate una se-'

rie di leggi e di regolamenti per promuovere l'edilizia

popolare attraverso mutui, esenzione di imposte, contrj,

buti e sovvenzioni a fondo perduto e affitti bloccati,



- 6 -

nonché acquisti dilazionati con ammortamenti semplici.

Si è anche provveduto all'emanazione di norme igieniche

e soci a1i.

L'alloggio popolare deve essere concepito in modo

da fornire ad ogni famiglia locali che possano garanti-

re la vita delie persone senza promiscuità, speci almeno

tè riferita ai servizi (gabinetti, cucina, corridoi) e

aventi camere da letto sufficienti per permettere suddj_

visioni per sessi e per età.

I locali peraltro dell'abitazione popolare devono

essere disimpegnati attraverso ingresso o corridoi, ma

il disimpegno delle camere da letto potrà anche avveni-

re attraverso la stanza da pranzo o di soggiorno. Part^

colare attenzione è stata riservata alla proporzione

fra il numero di persone che abitano in un alloggio e

la cubatura dello stesso. A tale fine sono state stabi-

lite norme riguardanti l'ampiezza minima dei locali e,

in media, la camera da letto per una sola persona non

deve mai essere al di sotto di 8 metri quadrati, mentre

la camera a due letti sarà di 10 metri quadrati e quel-

la matrimoniale (dove è prevista la sistemazione anche

di una culla) dovrà essere di 14 metri quadrati. Per la

stanza di soggiorno o pranzo, la superficie deve essere

calcolata per il numero dei componenti la famiglia in

base alla concessione di 4/5 metri quadrati per persona,

con un minimo assoluto comunque di metri quadrati 12

globali. La cucina deve avere un minimo di 6 metri qua-

drati, che scendono a 4 se è un'appendice alla stanza

di soggiorno (in questo caso viene chiamata cucinetta).



- 7 -

II bagno deve essere di una superficie che va dai 2 ai

3,5 metri quadrati e spesso sono usate mezze vasche o

docce. L'ingresso infine sarà di 1/3 metri quadrati.

Per quanto riguarda la cubatura, nelle camere da

letto non deve scendere al di sotto dei 18/24 metri cu-

bici per persona. Ne deriva quindi in Italia un'altezza

media del soffitto di 3 metri, riducibile a m. 2,90 in

determinate circostanze (quando l'altezza sul livello

del mare sia superiore a 500 metri, o vi siano grandi

spazi liberi intorno al fabbricato o all'insieme di

fabbricati).

Una deficienza di cubatura può essere compensata

dall'aumento delle finestrature: ogni locale deve avere

una finestra che si apra direttamente sull'esterno e la

cui quadratura non deve essere inferiore a un sesto dej_

la superficie del pavimento.

Ogni alloggio poi deve avere un balcone per i1 ne-

cessario sfogo all'aperto.

Nei climi come quello italiano, la necessità di a-

vere abbondante circolazione d'aria nell'interno delle

abitazioni rende opportuno aprire in uno stesso allog-

gio finestre con opposta orientazione, o quantomeno su

due pareti continue perpendicolari.

Si prescrive inoltre che ogni alloggio deve essere

progettato in modo da suddividere le attività diurne

da quelle notturne e dai servizi. Sarà quindi più vici-

no all'ingresso il gruppo diurno, più lontano il not-

turno .

Nei fabbricati popolari ogni scala non deve disim-



- 8 -

pegnare più di 4 alloggi per piano, ma ad esso fa ecce-

zione il sistema a "ballatoio" dove gli alloggi, nel

numero massimo di 8, sono disimpegnati ad ogni piano da

una balconata esterna, che viene di solito tenuta lèg-

germente più bassa del piano di calpestio delle camere

e sulla quale si affacciano soltanto locali di servizio

con finestre aventi un davanzale molto alto per evitare

la vista diretta dall'esterno.

Si tende inoltre a centralizzare alcuni servizi,

come lavanderia, essiccatoi, asili nido ed altro, che

risultano quindi comuni a tutti gli alloggi e sono si-

stemati nei piani terreni o seminterrati, oppure sulle

terrazze di copertura del fabbricato.

Infine i raggruppamenti di fabbricati popolari as-

sumono diversi caratteri che dipendono dai piano regola

tore della città. Nel tipo intensivo i fabbricati rag-

giungono anche i 10 piani e sono forniti di ascensore,

e le zone libere sono considerate pubbliche.

Si deve curare l'orientazione dei fabbricati in nró

do da ottenere un sufficiente soleggiamento delle pare-

ti e degli spazi liberi, e quindi i vari corpi di fab^

brica devono essere distanziati fra di loro almeno una

volta e mezzo l'altezza della linea di gronda.

Ogni gruppo di fabbricati popolari dovrà essere

completato da tutti i servizi necessari per un minimo

di organizzazione urbana, come asili infantili, scuole,

chiese, giardini pubblici, mercato. Occorre quindi che

già in sede di progetto si preveda il numero delle per-

sone che occuperanno l'insieme di fabbricati popolari,



- 9 -

e il calcolo preventivo sarà impostato nel seguente mo-

do: fissato i1 tipo di fabbricato e il suo addensamento.

sia in planimetria che in altezza, si risale alla cuba-

tura complessiva; questa viene suddivisa per il volume

del vano medio (metri cubi 90/110) e si ottiene il nume-

ro dei vani abitabili; ammesso poi che in ogni vano non

debba vivere più di una persona/una persona e mezza (Ij.

mite deli'affollamento), moltiplicando il numero dei va^

ni per 1/1,5 , si avrà il numero totale degli abitanti

dell'insieme, e a questo devono essere proporzionati

gli impianti di pubblica utilità.

I.4 Fabbricati di civile abitazione

Nelle città il nucleo costruttivo più importante è^

costituito da case in condominio o in affitto, destina-

te principalmente ad abitazione di un ceto n'ntermedi o.

Qui Tinziativa a carattere statale, regionale o comuna

le lascia il posto all'iniziativa dei privati che, per

ovvi motivi di concorrenza, tendono ad evitare l'unita-

rietà caratteristica dei fabbricati popolari, ma ovvia-

mente conservano un individualismo accentuato per i siji

goli appartamenti, anche se il sempre più frequente soj:

gere di parchi tende a unificare alcuni servizi sociali

comuni .

Nei fabbricati di civile abitazione la ricerca dej_

la massima utilizzazione dello spazio è meno evidente.

per acquistare una maggiore elasticità nella destinazio



- 10 -

ne dei locali, nell'articolazione e nel disimpegno del-

le varie unità. Compaiono quindi locali di uso non

strettamente necessario, come il salotto, lo studio, la

camera di servizio, l'office ed altro. Ma i nuclei de-

stinati alla vita diurna e notturna e ai servizi riman-

gono sempre ben delimitati e suddivisi, tranne una più

moderna tendenza ad unificarli per creare più vasti uni

tari spazi.

Comunque sia, le camere nel loro complesso hanno

dimensioni superiori a quelle dei fabbricati popolari

e i1 numero dei locali abitabili è superiore a quello

degli abitanti stabili, e quindi l'indice di affolla-

mento è inferiore all'unità. Ciò permane anche quando

si debba ricorrere, per la costruzione dei fabbricato,

a speciali contributi da parte dello Stato. In Italia

la legge Fanfani e quella Tupini, pur limitando secondo

il numero degli abitanti la superficie del singolo ap-

partamento, concedono maggiore spazio rispetto al fab-

bricato popolare.

Nelle case di civile abitazione il raggruppamento

degli alloggi si ottiene con una scala ogni due, al mas^

simo tré elementi per piano e si esclude il sistema a

ballatoio. Ogni alloggio affaccia di solito sulle pare-

ti opposte dell'edificio in modo da ottenere una venti-

lazione trasversale.

Quando le case di civile abitazione sono costruite

nei pressi del centro cittadino, è prevista (per un mi-

gliore sfruttamento dell'attività di impresa) 1a forma-

zione di negozi e di uffici al piano terreno, all'ammez



- n -

zato e a volte al primo piano. In questi casi la neces-

sità di ampie vetrine, di grandi sale di vendita obbli-

ga 1a soluzione di notevoli problemi strutturali che a

volte compromettono l'organizzazione degli alloggi ai

piani superiori.

In questo tipo di fabbricati la tendenza ad aumen-

tare l'altezza dei fabbricati è spiccata, in modo da

sfruttare il costo del suolo e gli impianti centralizza

ti, quali riscaldamento, ascensori e montacarichi. Ma,

superati i 10 piani, occorre adottare speciali precau-

zioni contro gli incendi e, per un numero di piani anco

ra superiore, bisogna ricorrere a impianti speciali pel;

che l'acqua giunga a pressione sufficiente, nonché alla

suddivisione fatta a gruppi di 5 o 6 piani degli altri

servizi quali scarichi, condutture etettriche e riscal-

damento .

1.5 Fabbricati signorili e di lusso

In questo tipo di fabbricati caratteri più o meno

costanti sono: una maggiore vastità degli ambienti, un

grande numero di locali per abitante e t'indice di af-

follamento scende a 0,3/0,5 , una più ampia sistemazio-

ne dei servizi e dei disimpegni, il numero degli allog-

gi limitato a uno o al massimo a due per piano, il rad-

doppiamento dei servizi comuni come androni, ingressi e

la presenza qualche volta di scale padronali e di servi

zio, nonché il doppio ingresso per ogni singolo allog-



- 12 -

gio con 1a presenza di doppio corridoio e camere e ga-

binetti di servizio. In sostanza un minore complessivo

sfruttamento del suolo, anche per la presenza di spazia

si cortili, giardini interni e terrazzi.

Per questo tipo di fabbricati, quando sono costruì

ti nelle zone più centrali della città, il loro inseri-

mento fra gli altri di tipo medio avviene cercando la

migliore posizione e orientazione e spesso vengono come

isolati a mezzo di aperture laterali, serie di terrazzi

con il vantaggio di poter ottenere finestre su ogni ta-

to del fabbricato. Nelle zone non centrati il fabbrica-

to di questo tipo si riduce a pochi piani di altezza e

spesso ha giardini che 1o contornano.

Nei fabbricati signoriti e di lusso ovviamente è

molto più curata e costosa la composizione architetton^

co-estetica e si consente ai progettisti di sbizzarrir-

si in uno stile che caratterizza un ben preciso periodo,

magari con l'utilizzazione, ai fini estetici, delta

struttura in cemento armato o di materiali costosi come

paramenti esterni e degli ambienti comuni interni. Ed è

molto più curata la scelta dei rivestimenti dei bagni,

nonché delle apparecchiature igieniche in generate.

1.6 11 cemento armato

Come abbiamo visto, il protagonista detta moderna

costruzione, sia essa popolare, di civile abitazione o

signorile, è il cemento armato,



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